lunedì 25 luglio 2016

30. Al di là di ogni dubbio

lunedì 25 luglio 2016

Al di là di ogni dubbio vi è la verità, ma la verità affinché sia tale deve coincidere con la realtà.


La verità

Al di là di ogni dubbio stiamo vivendo in un’epoca caotica e nel caos regna l’ingiustizia, la violenza, la menzogna, l’ipocrisia, l’ignoranza… e chi più né ha più né metta.
In questo regno di caos, pochi sono gli uomini giusti, molti gli ingiusti che si dilettano a perseguitare i giusti. Li perseguitano con la menzogna… se non peggio.
Di ciò che sto dicendo posso portare, com’esempio, me stesso. Tre esempi basteranno a rendere l’idea di ciò che sto dicendo.


Primo esempio: i vili calunniatori

Il primo esempio che voglio sottoporre all’attenzione del lettore riguarda i vili calunniatori.
A riguardo dei vili calunniatori, cito Warren Rogers e Bred Cofield, ex Capi Nazionali della M.E.P.R.M.M. negli USA, espulsi dal mio Rito con disonore. Essi cercarono di infangare la mia immagine, dichiarando il falso sulla mia persona. Le loro dichiarazioni, come facilmente dimostrabile, sono false, semplici menzogne tendenti a ledere la mia immagine.
In questo caso ci troviamo di fronte a dei puri e semplici calunniatori, vermi che strisciano nella melma.


Secondo esempio: gli incompetenti o peggio i disinformatori

Il secondo esempio che voglio sottoporre all’attenzione del lettore riguarda gli incompetenti o peggio ancora i disinformatori dell’informazione.
A riguardo degli incompetenti o ancor peggio in merito ai disinformatori dell’informazione, cito un soggetto che risponde al nome di Leo Lyon Zagami. Mi venne riferito che il soggetto in questione, nel secondo volume di una sua opera divisa in tre volumi, mi citava come un massone che si era autonominato al centesimo grado. Semplicemente falso: esistono dei documenti, pubblicati nel mio sito sulla M.E.A.P.R.M.M., che dimostrano come autorevoli massoni mi avevano proposto di accettare il grado 100 e che io accettai. Ma il soggetto in questione non si accontenta, dichiara anche che non sono riconosciuto da nessun corpo regolare massonico. Esistono dei documenti, sempre pubblicati nel mio sito sulla M.E.A.P.R.M.M., che dimostrano il contrario: molti corpi massonici regolari hanno stretto patti di amicizia e di reciproco riconoscimento con la M.E.A.P.R.M.M.
In questo caso ci troviamo di fronte ad un individuo che nella migliore delle ipotesi è un incompetente e nella peggiore un disinformatore dell’informazione.


Terzo esempio: gli ipocriti inquisitori

Il terzo esempio che voglio sottoporre all’attenzione del lettore riguarda gli ipocriti inquisitori.
A riguarda degli ipocriti inquisitori, cito un articolo apparso in internet per opera del C.D.D. (comitato di coordinamento difendiamo la democrazia). In esso vengo tacciato di essere un soggetto che probabilmente soffre di un disturbo dissociato di identità. Tutto ciò mi ricorda qualche cosa: “Chi non la pensa secondo certi dettami è da screditare”.
In questo caso ci troviamo di fronte a degli ipocriti inquisitori, individui la cui deformazione mentis sta nel ritenere che sono gli unici a detenere la verità assoluta.
N.B. – Mi ricordo di un tempo passato, quando l’inquisizione eliminava tutti coloro che non la pensavano in un certo modo (vedasi il caso di Giordano Bruno). Ai nostri giorni, invece, chi non segue certi dettami è da rinchiudere in manicomio.


Nota

A conclusione di questa mia breve analisi voglio aggiungere uno scritto che riguarda la Bibbia… ciò per emanare la luce della verità nell’oscurità della tenebra dell’ignoranza.


Da “Il Libro Segreto”

Lo scritto analitico che segue è tratto da una mia opera pubblicata anni fa.


La Bibbia

Le Sacre Scritture comprendono un insieme di libri considerati sacri sia dagli ebrei sia dai cristiani. Tale insieme è conosciuto con il termine “Bibbia” che deriva dal greco e che significa letteralmente “i libri”.
I testi biblici sono stati composti – in circa mille anni – da diversi autori e vengono considerati Sacri, poiché si ritiene siano stati ispirati da Dio. E per tale motivo la Bibbia viene anche indicata come Sacra Scrittura.
La Bibbia è suddivisa in due sezioni: l’Antico Testamento e il Nuovo Testamento. La prima sezione (46 libri) riguarda il periodo antecedente il “ministero” di Gesù, mentre la seconda sezione (27 libri) riguarda il periodo del suo “ministero”.
Gli ebrei dividono la Bibbia (Antico Testamento) in tre parti: la Torah (la Legge), i Neviim (i Profeti) e i Ketuvim (gli scritti). Invece i cristiani dividono la Bibbia tra l’Antico e il Nuovo Testamento. Quest’ultimo viene diviso in quattro parti: i quattro Vangeli, gli Atti degli Apostoli, ventuno lettere e l’Apocalisse.
Nell’ambito della nostra analisi prenderemo in considerazione il primo libro della Torah, la Genesi, o più esattamente alcuni versi dei primi sei capitoli con qualche excursus nel diciannovesimo.


Il Tetrateuco

La Torah degli ebrei viene chiamata anche Pentateuco, poiché comprende i primi cinque libri dell’Antico Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio. Il quinto libro, però, si distanzia dai primi quattro per l’epoca della sua stesura, infatti, “Deuteronomio” significa “seconda legge”. Pertanto, a mio avviso, la Torah dovrebbe essere intesa come un Tetrateuco.
Il Tetrateuco è la chiave segreta che cela il nome incomunicabile di Dio (Jehovah), costituito da quattro lettere (Yod, Hé, Vau, Hé). Vediamo come.
Genesi: il libro delle origini (Creazione), a cui possiamo attribuire la lettera ebraica Yod (il Fuoco della Creazione).
Esodo: il libro dell’uscita (liberazione dall’egemonia egiziana) verso la Terra Promessa (Palestina), a cui possiamo attribuire la lettera Hé (l’Acqua della Germinazione).
Levitico: il libro delle leggi (raccolta di normative cultuali-ritualistiche ed igieniche), a cui possiamo attribuire la parola Vau (l’Aria attraverso cui Dio si manifesta).
Numeri: il libro dell’entrata (arrivo in vista della Palestina), a cui possiamo attribuire la lettera Hé (la Terra della Promessa).


Il problema Dio

La Genesi pone in essere “il problema Dio”, un tema di grande interesse che può essere svolto solo se si analizza, approfonditamente, il contenuto di alcuni versi in essa presenti.

Un Dio o tanti Dei?
La Genesi si apre con la creazione dell’universo e prosegue con la descrizione del mondo abitabile, della vita umana e del male nel mondo.
I primi venticinque versi del primo capitolo della Genesi narrano della creazione dell’universo e dello sviluppo della vita sulla Terra. In nessuno di questi versi viene usato il plurale per la parola Dio. Invece nel ventiseiesimo verso il Signore Dio afferma: “… Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”. E in seguito, nel ventiduesimo verso del terzo capitolo, troviamo scritto: “… Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi…”.
Che cosa significa tutto ciò? Significa che oltre a Dio ci sono degli altri esseri divini, come ci viene confermato nel secondo e nel quarto verso del sesto capitolo, in cui si parla dei “figli di Dio”.

Chi sono i figli di Dio?
Nel secondo verso del sesto capitolo della Genesi si afferma: “… i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero”. E nel quarto verso si dichiara: “… i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli…”.
Appare evidente che i figli di Dio sono degli esseri biologici e se qualcuno avesse ancora qualche dubbio, ogni incertezza viene fugata dalla lettura dei versi, dal primo al quarto, del diciannovesimo capitolo.
Nei versi in questione troviamo descritto l’arrivo di due angeli a Sodoma, accolti da Lot. Nei versi riscontriamo dei dati incontrovertibili: “… vi passerete la notte, vi laverete i piedi…”. Ed ancora: “Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono. Non si erano ancora coricati…”.
Questi sono tutti elementi che c’indicano, chiaramente, che i figli di Dio, gli angeli, sono degli esseri biologici. E se tutto ciò non bastasse, non ci rimane altro che citare il quinto verso del diciannovesimo capitolo, in cui viene detto: “Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!”.
In questo passo gli angeli corrono pure il rischio di venire sodomizzati dagli abitanti di Sodoma… più biologici di così non si può!

Ma chi sono questi uomini?
Abbiamo appurato che i figli di Dio sono degli angeli e questi, a loro volta, sono degli esseri biologici che si manifestano come uomini. Non si tratta, però, di uomini primitivi, bensì di individui in possesso di una tecnologia avanzata, infatti, per difendersi dai sodomizzatori utilizzano uno strumento in grado di accecarli, come viene riportato nell’undicesimo verso del diciannovesimo capitolo, in cui viene detto: “…quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande…”.
Si tratta, certamente, di individui in possesso di una tecnologia avanzata, infatti, essi giungono a Sodoma per distruggerla, come ci viene testimoniato nel tredicesimo verso del diciannovesimo capitolo, in cui si dichiara: “Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli”.
La prova della potenza distruttiva di questi angeli-uomini la troviamo nel ventiquattresimo e nel venticinquesimo verso del diciannovesimo capitolo, in cui viene detto: “… quand’ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti della città e la vegetazione del suolo”.

Extraterrestri all’opera?
Da ciò che abbiamo appena appurato emerge qualcosa d’inquietante: viene utilizzata un’arma di distruzione di massa, sconosciuta perfino alla scienza dei nostri giorni, come lo possiamo rilevare dalla lettura del diciassettesimo e ventiseiesimo verso del diciannovesimo capitolo.
Nel diciassettesimo verso troviamo uno dei due angeli-uomini dire a Lot: “… Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!”. E nel ventiseiesimo verso troviamo scritto: “Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale”.
Appare evidente che si tratta della sterilizzazione di un’area prestabilita, ma ciò che colpisce di più è che l’essere volti – per chi si trovava nella zona limitrofa all’area da sterilizzare – verso la zona interessata comportava la calcificazione istantanea.
A questo punto non ci rimane che fare una semplice dichiarazione: siamo alla presenza di una razza extraterrestre.

Dio, un extraterrestre?
La prova definitiva della dichiarazione appena fatta, la rintracciamo nel dialogo che si svolge tra Lot e uno dei due angeli-uomini. Di per sé il dialogo è anomalo, infatti, Lot si rivolge all’angelo-uomo come parlasse dinnanzi al Signore Dio. Vediamo, dunque, cosa troviamo scritto nel diciottesimo e nel diciannovesimo verso del diciannovesimo capitolo.
“… No, mio Signore! Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita…”.
Questa apparente anomalia può essere spiegata solo in un modo: Lot si rivolge all’angelo-uomo come si rivolgesse al Signore Dio perché identico a quest’ultimo. E se tanto mi dà tanto, il Signore Dio è identico ai suoi angeli-uomini e quindi lui stesso un angelo-uomo… il capo di una spedizione di extraterrestri.


La creazione dell’uomo

In riferimento alla creazione dell’uomo la Genesi è esaustiva.

Simili ad extraterrestri
Nel ventiseiesimo e ventisettesimo verso del primo capitolo della Genesi Dio dice: “… Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…”. E poi: “Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”.
Appare evidente che Dio, il capo del gruppo di extraterresti, decide di creare un uomo e una donna simili a lui.

La creazione del primo uomo e della prima donna
Nel settimo verso del secondo capitolo della Genesi si dice: “… il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente”.
Si tratta della creazione della vita in laboratorio, tramite un processo ancora ignoto alla scienza dei nostri giorni. In pratica, viene creato un uomo e una donna, ma qualcosa va storto nella creazione della femmina… di lei non si dice nulla.

Che cosa sappiamo della prima donna?
La Genesi non ci parla della prima donna, ma qualche cosa trapelò. Negli stessi testi dei rabbini si dice che la prima donna fu Lilith, una donna che non volle sottomettersi al volere di Adamo (primo uomo). Certamente si trattava di una donna di spirito indipendente e di carattere forte, prerogativa d’individui incarnanti Stelle (Kabs) alchemiche.
Le Stelle alchemiche sono così definite, poiché create dai Kruichiani, la più evoluta razza extraterrestre che sia mai apparsa sulla nostra Volta Celeste. Esse vengono proiettate nell’inconscio collettivo di certi uomini e rappresentano la loro vera Volontà (Angelo-Demone Custode). Invece le Stelle naturali sono quelle che naturalmente s’incarnano nell’uomo della Terra.
Nel caso di Adamo, incarnazione di una stella naturale, Lilith possedeva una volontà più forte, poiché incarnazione di una Stella alchemica, creando così non pochi problemi, tanto che venne esiliata.

La creazione della seconda donna
Nel ventunesimo e ventiduesimo verso del secondo capitolo della Genesi si dice: “… il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo”.
Appare evidente che Dio, l’extraterrestre, narcotizza l’uomo, lo opera e dalla sua metà (in ebraico “zelah” significa “metà di qualcosa” e non “costola”), cioè dalla metà del suo DNA, crea una donna, la seconda donna (Eva). È questa la donna ‘modesta’, incarnazione di una Stella naturale, totalmente sottomessa al primo uomo (Adamo).

Quando vennero creati l’uomo e la donna?
La Genesi c’informa che ci furono dieci generazioni: da Adamo a Noè. Esse presero un periodo di 1.056 anni, fino alla nascita di Noè. In seguito, quando questi aveva 600 anni, si verificò il Diluvio Universale.
Le conoscenze in nostro possesso c’indicano la data del 6.082 a.C. come il periodo del Diluvio Universale e se ad esso aggiungiamo 1.656 anni, arriviamo al 7.738 a.C. che c’indica la creazione, in laboratorio, del primo uomo (Adamo) e della prima donna (Lilith).
La scienza moderna c’informa che le origini dell’uomo risalgono a milioni d’anni fa. Appare dunque evidente che siamo di fronte alla creazione, circa 10.000 anni fa, di una razza terrestre per opera d’extraterrestri.

Infiltrazione aliena
Tutte le razze dell’universo si sono evolute partendo da una semplice cellula che, uscendo da mare, si sviluppò attraverso cinque direttive: pesci, insetti, rettili, uccelli, mammiferi. Tali direttive si rapportano ai cinque elementi: acqua, fuoco, terra, aria, etere. E noi sappiamo che la razza aliena che creò, in laboratorio, Adamo, Lilith ed Eva è la razza andromediana che si è evoluta dagli insetti. Invece, la razza terrestre si è evoluta dai mammiferi. Pertanto la creazione di una razza terrestre di linea insettoide è un’ingerenza nello sviluppo armonico della razza terrestre.


Il giardino di Eden

Un luogo a protezione di coloro che vennero creati.

Dove furono messi Adamo e Lilith?
Nell’ottavo verso del secondo capitolo della Genesi troviamo scritto: “Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato”.
Questo passo c’informa che l’uomo – maschio-Adamo e femmina-Lilith – venne messo in un giardino che si trova in un luogo di nome “Eden”.

Il dilemma del giardino
Nel decimo verso del secondo capitolo della Genesi troviamo scritto: “Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino…”.
Da questo passo emerge che il giardino si trova fuori di Eden, mentre due versi prima si sostiene che il giardino si trova in Eden. Come spiegare questa contraddizione? Nel solo modo possibile: l’Eden era diviso in due parti, una interna ed una esterna.
La parte interna di Eden era una stazione spaziale (Eden) andromediana, posizionata nell’atmosfera terrestre. Invece, la parte esterna era una base terrestre (giardino) andromediana, conglobata da un flusso energetico (fiume), creante una zona atemporale intangibile ed invisibile.

Dove si trova il giardino di Eden?
Nel decimo verso del secondo capitolo della Genesi si dice: “… poi di lì si divideva e formava quattro corsi”.
In questo passo si dichiara che dal giardino il fiume si divideva per formare quattro corsi. Come abbiamo appurato il giardino di Eden viene alimentato da un flusso energetico e da esso, o meglio da quella zona, si diramano quattro corsi, come ci viene testimoniato nei versi dall’undicesimo al quattordicesimo del secondo capitolo.
Nei versi in questione troviamo scritto: “Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avila dove c’è l’oro e l’oro di quella terra è fine; qui c’è anche la resina odorosa e la pietra d’onice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate”.
Le sorgenti del Tigri e dell’Eufrate si trovano in Turchia. Si tratta, quindi, di identificare la sorgente del Pison e del Ghicon. In merito al primo si parla del paese di Avila, dove c’è l’oro e la pietra d’onice. Si tratta, senza dubbio, dell’attuale Turchia e quindi il fiume in questione è l’Aras. Il secondo, invece, è di più difficile identificazione, infatti, si parla dell’Etiopia che, però, non è quella attuale. Dato che le sorgenti dei primi tre fiumi, da noi citati, si trovano in Turchia, non ci rimane che scoprire, nell’ambito di questo territorio, quale possa essere il quarto fiume. Esiste un solo altro grande fiume: il Coruk.
A questo punto dobbiamo ricordare che il giardino di Eden si trova ad oriente e che ad occidente di esso nascono i quattro fiumi. Quale sarà dunque la località in cui si trova il giardino di Eden? Questa la risposta: ad est delle sorgenti dei quattro fiumi esiste un luogo che rimembra il mito della Montagna Sacra… e questo mito, per gli Andromediani, è rappresentato dal Monte Ararat. A rafforzare questa tesi vi è il fatto che lo stesso Noè, al termine del Diluvio Universale, si poggia con l’Arca sul Monte Ararat. E come abbiamo visto in precedenza, Noè è il decimo e ultimo di discendenza diretta da Adamo. Tutto ciò ci dimostra che la località in cui si svilupparono le dieci generazioni, da Adamo a Noè, era il Monte Ararat.

Cosa si trova in mezzo al giardino?
Nel nono verso del secondo capitolo della Genesi troviamo scritto: “… tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”. Poi nel sedicesimo e nel diciassettesimo verso dello stesso capitolo Dio dà un comando all’uomo: “Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti”. Infine, nel ventiduesimo verso del terzo capitolo Dio dice: “Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva per sempre!”.
L’analisi attenta di questi quattro passi fa emergere un’incongruenza: Dio, l’Andromediano, vieta all’uomo di mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, ma non lo fa per l’albero della vita… poi, però, teme che l’uomo mangi anche dell’albero della vita e diventi immortale. Come può essere spiegata questa incongruenza? La risposta è semplice! L’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male si trovano in mezzo al giardino, ma il primo è invisibile e intangibile. Pertanto, l’incongruenza è solo apparente.

Che cos’è l’albero della conoscenza del bene e del male?
Come a noi noto, l’albero della conoscenza del bene e del male è una pianta che venne portata sulla terra dai Kruichiani, la prima razza, la razza-madre. Questa pianta, in seguito, venne donata alle razze divine di origine terrestre: Yperborei, Muriani, Lemuriani, Atlantidei. Con la fine di Atlantide, avvenuta circa 13.000 anni fa, gli Andromediani se ne impossessarono, la utilizzarono e ne appresero i segreti. Essa è il grande segreto degli antichi Dei (Lomariani) che consente di aprire “le porte della percezione”.

Aprire le porte della percezione
Nel quinto verso del terzo capitolo della Genesi il serpente, rivolgendosi ad Eva, dice: “… Dio sa che, quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”.
Mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male consente di percepire il mondo vietato ai cinque sensi e quindi divenire saggi come Dio, conoscendo il bene e il male.

Che cos’è l’albero della vita?
Aprire le porte della percezione significa percepire il mondo invisibile ed avere conoscenza dell’albero della vita, l’albero invisibile che ingloba quello visibile (albero della conoscenza del bene e del male).

Perché Dio non vuole che Adamo ed Eva mangino il frutto?
Il Signore Dio, l’Andromediano, non vuole che Adamo ed Eva mangino il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male perché il farlo avrebbe comportato la loro morte, come ci viene detto nel sedicesimo e diciassettesimo verso del secondo capitolo (vide supra). In effetti, la pianta di cui abbiamo parlato è una “pianta di potere” e come tale è pericolosa… presa in quantità smodata conduce alla morte.

Perché Dio mise questa pianta in mezzo al giardino?
Il Signore Dio, l’Andromediano, aveva in mente un progetto preciso, programmare l’evoluzione dell’uomo (Adamo) su direttive andromediane. E per farlo aveva bisogno della collaborazione del serpente dell’albero della conoscenza del bene e del male.

Chi è il serpente?
L’identità del serpente dell’albero della conoscenza del bene e del male ci viene rivelata, indirettamente, dalla lettura del primo, del quarto, del quinto e del quattordicesimo verso del terzo capitolo della Genesi. Nei primi tre versi il serpente dialoga con Eva, mentre nell’ultimo il Signore Dio lo maledice e nel farlo dice qualcosa di anomalo: “… sul tuo ventre camminerai…”.
Appare evidente che non può trattarsi di un rettile, bensì di un’entità che parla, che si muove eretta e che predilige assumere la forma di serpente. Egli è il guardiano della pianta di potere (albero della conoscenza del bene e del male), il serpente nero (Satan), il maestro che insegna, colui che conduce alla saggezza (albero della vita), al serpente rosso (Lucifero).

Qual era il compito del serpente?
Il compito del serpente era quello di spingere Adamo ed Eva ad usare con parsimonia il frutto proibito, ma un incidente accadde che fece infuriare il Signore Dio, l’Andromediano.
Adamo ed Eva mangiarono un’elevata quantità della pianta, non sufficiente ad ucciderli, ma sufficiente ad aprire completamente i loro occhi (porte della percezione), diventare evoluti (saggi) come chi li aveva creati (Andromediani) e venire a conoscenza dell’esistenza dell’albero della vita.

Perché Adamo ed Eva mangiarono un’elevata quantità della pianta?
Adamo ed Eva mangiarono un’elevata quantità della pianta perché quella era la dose indicata dal serpente. Un errore da parte del serpente? No! Una programmazione al di sopra del programma andromediano.
Il serpente, dunque, venne manipolato, ma da chi? Per rispondere a questa domanda dobbiamo risalire agli albori del nostro pianeta, quando due Typhoniani giunsero su di esso con l’Arca dell’Alleanza Celeste (da non essere confusa con l’arca dell’alleanza terrena). Questo strumento meraviglioso – oltre alle sue molteplici funzioni – è in grado di controllare lo sviluppo della vita sulla Terra. In seguito, un gruppo di Kruichiani – i Typhoniani trasferitisi sul pianeta Kruich – giunsero sul nostro pianeta e sulla cima di una montagna installarono la loro base. Fu così che sulla Terra sorse la prima civiltà, quella di Lomar. Poi, i Lomariani crearono l’uomo… procedettero biologicamente partendo dalla semplice cellula. Dunque i Lomariani furono i progenitori della razza terrestre e a causa dell’interferenza andromediana l’Arca dell’Alleanza Celeste dovette intervenire, manipolando il serpente nero… in quel momento si manifestò il serpente rosso della saggezza che fece assumere a Adamo ed Eva un alto dosaggio e le porte della loro percezione si spalancarono.

Un Dio infuriato
Il Signore Dio, l’Andromediano, si accorse di ciò che era accaduto: Adamo ed Eva, grazie al serpente, erano diventati uguali a lui, avevano acquisito la saggezza, conoscendo il bene e il male. Non solo, sapevano pure dell’esistenza dell’albero della vita, ma c’era di più! Grazie all’Arca dell’Alleanza Celeste avrebbero potuto acquisire la conoscenza dell’immortalità, quel sapere segreto tanto agognato dalla sua razza e che solo l’Arca dell’Alleanza Celeste poteva donare. La sua stessa creazione poteva superare il creatore, rendendosi libera, indipendente, fuori controllo… e il controllo era indispensabile se si voleva realizzare il progetto. Non gli rimaneva altro da fare che mettere Adamo ed Eva in condizioni precarie. Allora inscenò una pantomima: maledì tutti e scacciò l’uomo dal giardino di Eden.

Dove finiscono Adamo ed Eva?
Il Signore Dio, l’Andromediano, scaccia Adamo ed Eva ad oriente del giardino, come si deduce dal ventiquattresimo verso del terzo capitolo della Genesi, ma dove finiscono? Finiscono in una zona limitrofa al giardino, ma sempre all’interno della zona atemporale. Lì, Adamo ed Eva, generano due figli: Caino e Abele.
A comprova che si trovavano in una zona protetta (zona atemporale) possiamo addurre l’episodio della cacciata di Caino dopo l’uccisione di Abele, infatti, nel quattordicesimo verso del quarto capitolo Caino dice: “Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo ed io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”.
Appare evidente che Caino si trova in una zona protetta, consapevole che l’uscita da essa avrebbe comportato l’incontro con esseri primitivi che lo avrebbero ucciso. Allora il Signore Dio, l’Andromediano, gli fornisce una protezione (campo protettivo), come troviamo scritto nel quindicesimo verso del quarto capitolo, in cui è detto: “… il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato”.

I cherubini e la spada dalla fiamma folgorante
Nel ventiquattresimo verso del terzo capitolo della Genesi troviamo scritto: “Scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all’albero della vita”.
Il Signore Dio, l’Andromediano, colloca ad est del giardino – sull’entrata – quattro entità guardiane (cherubini), affinché Adamo ed Eva non possano più farvi ritorno. Inoltre, sempre ad est del giardino, colloca un congegno andromediano (spada folgorante) in grado di alimentare (fiamma) la zona atemporale e di folgorare eventuali visitatori indesiderati.


Il progetto andromediano

Programmare l’evoluzione dell’uomo su direttive andromediane.

Il progetto andromediano a breve termine
Abbiamo visto che gli Andromediani avevano in mente un progetto preciso: creare, in laboratorio, un uomo della Terra, ma con caratteristiche simili alle loro. Quest’uomo sarebbe stato molto più intelligente dei primitivi della Terra e la durata della sua vita sarebbe stata molto lunga, sarebbe potuta arrivare a mille anni.
Tutto ciò doveva essere fatto se si voleva venire a conoscenza del segreto custodito dall’Arca dell’Alleanza Celeste, il segreto dell’immortalità.
Il progetto prevedeva, nell’arco di qualche centinaio d’anni, la graduale somministrazione della pianta a Adamo, ad Eva, ai loro figli e ai figli dei loro figli… finché giungessero al contatto con l’Arca dell’Alleanza Celeste e alla conoscenza del segreto dell’immortalità. In questo modo gli Andromediani si sarebbero potuti impossessare, nell’arco della loro vita biologica, del gran segreto. Però qualcosa era andato storto.

La programmazione dell’Arca dell’Alleanza Celeste
Come abbiamo visto, l’Arca dell’Alleanza Celeste – oltre alle sue molteplici funzioni – è in grado di controllare lo sviluppo della vita sulla Terra. La sua forma è quella di disco volante, un computer intelligente in grado di autoprogrammarsi e di programmare gli eventi storici, ma solo come risultante di accadimenti generati dalla razza terrestre… e ciò per la legge della non-interferenza diretta. Pero, nel caso d’infiltrazioni aliene, essa è abilitata ad agire direttamente per impedire qualsiasi tipo di manipolazione non prevista dal suo programma, come nel caso del serpente del giardino di Eden.

Il progetto andromediano a lungo termine
Gli Andromediani erano consapevoli che non potevano impadronirsi dell’Arca dell’Alleanza Celeste, quel meraviglioso strumento oltre i confini delle loro conoscenze scientifiche, qualcosa che trascendeva le loro capacità mentali… quasi un essere vivente che rasentava la perfezione, la concezione della divinità. In ogni caso, da quasi tremila anni avevano un progetto a lungo termine: controllare il Potere dell’Arca dell’Alleanza Celeste tramite la manipolazione delle menti dei terrestri.

Il progetto andromediano a medio termine
Agli Andromediani – con il fallimento del progetto a breve termine – non rimaneva altro che portare avanti il progetto a medio termine: la generazione di un popolo discendente da Adamo, un popolo eletto! In questo modo, un intero popolo, sotto il loro controllo, avrebbe potuto portarli a controllare il Potere dell’Arca dell’Alleanza Celeste.

L’avvio del progetto andromediano a medio termine
Il gruppo di Andromediani decise di avviare il progetto a medio termine e così avvenne la cacciata di Adamo ed Eva dal giardino di Eden. Poi, per far ritorno al loro pianeta, decisero di installare un alimentatore (fiamma) nella zona atemporale, a sostituzione dell’alimentazione (fiume) che veniva fornita dalla stazione spaziale (Eden). Ovviamente non potevano lasciare Adamo ed Eva all’interno della zona atemporale e così attesero il momento propizio… e il momento venne con l’uccisione di Abele. Disattivarono l’energia – proveniente dalla stazione spaziale – che copriva la zona limitrofa al giardino ed attivarono l’alimentatore che non la copriva. Come per incanto… Adamo, Eva e Caino si ritrovarono fuori della zona atemporale, a contatto con il mondo selvaggio.

Perché la pianta venne abbandonata nella zona atemporale?
La pianta di potere venne abbandonata nella zona atemporale in previsione della riscoperta – migliaia di anni dopo – del giardino di Eden, da parte di qualche appartenente al popolo eletto. Ciò avrebbe costituito il coronamento del progetto andromediano a medio termine. La riscoperta del giardino di Eden avrebbe conferito un immenso potere al popolo eletto e così gli Andromediani avrebbero potuto controllare il Potere dell’Arca dell’Alleanza Celeste. Questo progetto si esaurì 2000 anni fa, quando gli Andromediani decisero di influire su altri popoli della Terra e così da una religione monoteista ne sorsero altre due.


Genealogia e sviluppo

Il fallimento nella ricerca della vita.

La linea di Caino e la linea di Seth
Dopo che Caino ebbe ucciso Abele si allontanò dalla zona limitrofa del giardino di Eden e si diresse ad est, nel paese di Nod. Lì, si unì con una donna primitiva e da loro si generò una discendenza di uomini, la linea di Caino.
Nel frattempo, Adamo si unì di nuovo ad Eva che partorì un figlio che venne chiamato Seth. La volontà di Adamo fu tale che lo volle concepire “a sua immagine, a sua somiglianza” e una Stella alchemica s’incarnò nel feto in formazione. Quando Seth divenne adulto si unì con una donna primitiva e da loro si generò una discendenza di uomini, la linea di Seth. Questa linea conta nove generazioni: da Seth a Noè (dieci se partiamo da Adamo).

La triplice linea di Noè
I Figli di Noè furono Sem, Cam e Iafet, ma gli uomini cominciarono a moltiplicarsi e la loro vita non poté rimanere tanto lunga, come troviamo scritto nel terzo verso del sesto capitolo della Genesi, in cui il Signore dice: “… il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”.
Appare evidente che, geneticamente parlando, a causa dei ripetuti incroci con i primitivi, la vita dei discendenti di Seth non poteva rimanere tanto lunga e così, analogamente, per i discendenti di Caino.


L’antica discendenza

Dalla fine dell’Età dell’Oro al Diluvio Universale.

Dei, post-dèi, semi-dèi, eroi
Sulla Terra ci fu un’epoca straordinaria che viene ricordata come l’Età dell’Oro e le cronache di altri popoli ci narrano di questo periodo fantastico e della sua ultima grande civiltà, quella di Atlantide. Essa, quasi 13.000 anni fa, scomparve sotto il mare, ma non tutti gli Atlantidei morirono in quell’immane catastrofe, i sopravvissuti raggiunsero altre terre e si unirono “alle figlie degli uomini”.
Dall’incrocio degli Atlantidei sopravvissuti con “le figlie degli uomini” nacquero i post-dèi e i seguito i semi-dèi, i Giganti. Infine, dall’unione dei Giganti con “le figlie degli uomini” nacquero gli Eroi… subito dopo il Diluvio Universale.


Il grande segreto

Questo è il grande segreto: quello dei tre maestri, quello delle tre parole-chiave, quello dei tre alberi.

Il triplice segreto
L’uso della pianta di potere consente di entrare in contatto con il primo maestro, la conoscenza, il serpente nero (Satan) dell’albero della conoscenza del bene e del male. Egli conduce al secondo maestro, la saggezza, il serpente rosso (Lucifero) dell’albero della vita. Questi, a sua volta, conduce al terzo maestro, l’immortalità, il serpente d’oro (Onar) dell’albero dell’immortalità.

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