lunedì 31 ottobre 2011

4. La Passione dell’Anticristo

lunedì 31 ottobre 2011
Durante la mattina decidiamo di partire in automobile per Sosúa ― ridente cittadina della Repubblica Dominicana ― e, dopo un viaggio durato circa tre ore, giungiamo in prossimità di Cabarete, ad una quindicina di chilometri dalla nostra meta. Qui mi accorgo che la lancetta dell’acqua segnala il surriscaldamento del radiatore. Ci fermiamo e, grazie all’aiuto di un indigeno del posto, aggiungiamo dell’acqua al radiatore e aspettiamo che si raffreddi.
Dopo qualche ora riprendiamo il viaggio ma ci accorgiamo che il danno è abbastanza serio. Percorsi gli ultimi chilometri giungiamo a Sosúa, fermiamo la macchina, telefoniamo al noleggiatore e gli spieghiamo l’accaduto, invitandolo a venirsi a riprendere l’automobile.
A Sosúa inizia quello che potrei definire come «l’anticalvario dell’Anticristo», la Passione dell’Anticristo, che può essere ben rappresentata, figuratamente, nelle immagini riprodotte qui sotto.
 
Festa di Hallowen ― Passion’s club exclusive
 
L’arresto dell’Anticristo
 
Richard Reed ©
Richard Reed ©
Richard Reed ©
 
Il processo all’Anticristo
 
Richard Reed ©
Richard Reed ©
Richard Reed ©
 
L’Anticristo incontra il Diavolo (Lilith)
… e pronuncia la fatidica frase (non «Padre… perché mi hai abbandonato?»): «Madre… prendimi!»
 
Richard Reed ©
 
La discesa agli Inferi dell’Anticristo
 
Richard Reed ©
 
La Lussuria
Il girone infernale dell'Anticristo
 
Richard Reed ©

sabato 22 ottobre 2011

3. Brujo e Zombi

sabato 22 ottobre 2011
Dopo esserci sistemati in Hotel affittiamo un’automobile e di sera ci rechiamo un noto locale del luogo. Lì veniamo a conoscere una ragazza haitiana che riconoscendo il mio anello, come un oggetto di potere, mi mostra il suo, regalatogli da suo nonno, potente brujo rosso di Haiti, morto anni prima. Il giorno seguente incontro, nuovamente, la ragazza (medium). Ella mi spiega che esistono tre livelli di brujo: i bianchi, i neri e i rossi. Questi ultimi sono i più potenti. Gli chiedo degli zombi e lei mi rivela delle conoscenze che mai sono state messe per iscritto.
Vengono tratti zombi dai vivi e dai morti, quelli morti si riconoscono perché puzzano di cadavere. C’è un interessante mercato di zombi dopo il terremoto, il costo è a ribasso. In pratica, se viene deciso che qualcuno venga trasformato in zombie, gli viene soffiata in faccia una polvere magica (questa polvere contiene il veleno del pesce palla), quindi gli viene tagliato un pezzo di lingua, affinché non possa parlare come una persona normale. Di giorno lo zombie è un individuo che non tollera la luce solare, i suoi movimenti sono lenti, la sua volontà annullata; invece di notte lo zombie viene attivato, tramite una polvere magica, per i lavori manuali. Ogni famiglia che si rispetti ha almeno uno zombie-lavoratore. Allo zombie viene somministrata, più volte la settimana, la polvere magica e viene scelto un giorno affinché entri (per 24 ore) in uno stato di catalessi. Il mistero più grande concernente gli zombi riguarda la loro morte… lo zombie, essendo già morto, non può morire e tutto quello che si sa è che lo zombie scompare nel nulla, diventando oggetto di culto.
Durante la notte, in stato di sogno, mi trovo in una situazione in cui un brujo mi arriva alle spalle e mi punge il fianco sinistro con una specie di siringa, mi sposto velocemente fuori della sua portata e, durante la notte, respingo altri tre influssi energetici. Alla mattina, appena sveglio, capisco che, tramite l’anello d’oro della medium, sono entrato in contatto con il potere personale di suo nonno (brujo) e quindi con la corrente rossa.
Dopo qualche ora ci rechiamo in un noto caffè per fare colazione. All’improvviso appare un vecchio, a cui non diamo ascolto. Subito dopo, il vecchio si mette dietro a me e punta il suo sguardo su Francis, dicendo qualche strana parola. Poi ci chiede da fumare e Richard gli dà una sigaretta. Il vecchio inarca la schiena mentre aspira il fumo della sigaretta, ma un bambino ci viene a chiedere qualche cosa, interrompendo l’azione del vecchio. Allora, il vecchio si trasforma, la sua voce diventa potente, e rivolgendosi al bambino gli dice: «Io sono un brujo rosso, mi devi portare rispetto». Il bambino è bloccato, atterrito dalla voce potente dello stregone che, poco dopo, va via. Evidentemente, la corrente energetica rossa ci ha messo in contatto con un brujo rosso.
Qualche giorno dopo, durante la notte, entriamo  in contatto con la corrente nera del Vudù che ci cagiona degli strani sogni. Nel mio caso, sognai una donna che emetteva  un suono stridulo dietro la mia spalla destra. Poi, il giorno seguente, entriamo in contatto con la corrente bianca che ci produce uno stato di stordimento.
 
Richard Reed ©
Richard Reed ©

sabato 15 ottobre 2011

2. Arrivati a Las Terrenas

sabato 15 ottobre 2011
Giunti a Las Terrenas veniamo portati nel residence I.C., luogo immerso nel verde lussureggiante con piscina e tutti i confort. Ci sistemiamo nel residence e tutto sembra procedere per il meglio. Giunta la sera andiamo a dormire… a mezzanotte in punto un gallo comincia a chicchiriare e continua cosí per tutta la notte, fino il mattino. In pratica non riusciamo a dormire e ciò accade anche per le altre due notti successive. Al terzo giorno, oramai stressati, decidiamo di andare via dal residence e ci spostiamo all’hotel Madrugada di Las Terrenas.
 
Richard Reed ©
Richard Reed ©
Richard Reed ©
Richard Reed ©
Richard Reed ©
 
Playa Cossón (zona Las Terrenas)
 
Richard Reed ©
Punta Popy (Las Terrenas versante orientale)
 
Richard Reed ©
Playa Bonita (Las Terrenas, versante occidentale)
 
Richard Reed ©

mercoledì 12 ottobre 2011

1. Partenza per Las Terrenas

mercoledì 15 ottobre 2011
Il giorno dodici ottobre 2011 partiamo dall’aeroporto di Venezia con destinazione Santo Domingo (Repubblica Dominicana). Dopo un viaggio di diverse ore giungiamo all’aeroporto di Las Americas (Santo Domingo), ad attenderci un autista italiano. Sistemate le valige nell’automobile ci avviamo in direzione della ridente cittadina di Las Terrenas. Poco fuori dall’aeroporto veniamo fermati da una pattuglia della polizia, uno dei tre poliziotti chiede i documenti all’autista che li esibisce; il poliziotto rileva una piccola irregolarità, un errore fatto dall’agenzia assicuratrice. L’autista spiega che l’errore non dipende da lui, ma il poliziotto punta a farsi pagare, come è d’uso nella Repubblica Dominicana. L’autista non vuole cedere, vuole che gli venga fatta la contravvenzione, ma il poliziotto non vuole fargliela. Dopo una mezz’ora di trattative ― dato che l’autista non vuole pagare ― il poliziotto ci consente di riprendere il viaggio. Alcuni giorni dopo veniamo a sapere che l’autista ― in circostanze misteriose ― è stato arrestato.
Richard Reed ©