martedì 13 ottobre 2015

22. I passi preliminari della magia: l’universo, la terra, l’uomo, l’arte

martedì 13 ottobre 2015


Ver-ion, l'ottava Donna Scarlatta della Grande Bestia 666... e altre cinquecento donne.

Guarda! Questi sono misteri gravi; poichè ci sono anche dei miei amici che sono eremiti. Ora non pensare di trovarli nella foresta o sulla montagna; ma in letti di porpora, accarezzati da magnifiche bestie di donne con grandi membra, e fuoco e luce nei loro occhi, e ammassi di capelli fiammeggianti attorno a loro; là tu li troverai. Tu li vedrai alla guida, in armate vittoriose, a tutte le gioie; e ci sarà in loro una gioia un milione di volte più grande di questa [la lettura del Liber AL vel Legis]. Guardati affinchè l'uno non forzi l'altro, Re contro Re! Amatevi l'un l'altro con cuori ardenti; calpesta gli uomini volgari nella furiosa brama del tuo orgoglio, nel giorno della tua collera. (AL, II, 24.)


“Otto sono le Teste che precedono il Dragone, il numero Nove…”.
Il Gran Dragone Scarlatto – nell’aspetto maschile e nell’ambito della magia sessuale – è il Drago-Serpente Rosso Leviathan, la Bestia Selvaggia dalle Otto Teste e Tredici Corna… le Otto Teste vengono rappresentate dalle Otto Donne Scarlatte della Grande Bestia 666, mentre il Nove è il corpo del Gran Dragone Scarlatto, il numero segreto della Grande Bestia 666, il Toro di Luce (Behemoth), il Sole-Lucifero (Cristo-Luce).


Per avviarsi nello studio, in teoria e pratica, della magia si devono effettuare quattro passi preliminari, ma prima di tutto che cos’è la magia?
La magia nella sua accezione ampia comprende le otto tradizioni esoteriche fondamentali (yezidismo, druidismo, yoga taoismo, ermetismo, alchimia cabbala, nagualismo), mentre nella sua accezione ristretta è la magia cerimoniale, il tessuto connettivo che tiene unite.

A) Il primo passo preliminare: la conoscenza dell’universo
Quattro sono le espressioni della divinità: l’aquila, la sorgente, il dio padre supremo e il demiurgo.

L’aquila e le sue emanazioni
Al centro dell’universo dimora l’aquila, un campo di forza di proporzioni immense costituito da proto-energia (energia primordiale: totale, luminosa ed oscura). E l’aquila, eterna ed immutabile, diffonde nell’universo un flusso costante di emanazioni fluide, fibre fisse (raggi) costituite da filamenti consapevoli di luce bianca. Esse si diramano in ogni direzione senza mai intrecciarsi e si riuniscono sempre in gruppi, chiamati “grandi fasce di emanazioni”. Tali gruppi sono costituiti da miliardi di filamenti luminosi che appaiono diritti.

La sorgente e le sue onde di energia
La sorgente (Nuith) dimora al centro dell’universo ed è un campo di forza di grandi proporzioni costituito da energia spaziale atomica continua (luce connettiva).
La sorgente diffonde nell’universo (Nuit) un flusso continuo di onde di energia che connette tutti i corpi celesti e tutte le forme di vita.

Il dio padre supremo e le sue onde di energia
Il dio padre supremo (Azathoth) dimora al centro dell’universo ed è un campo di forza di proporzioni immense costituito da energia spaziale non-atomica.
Il dio padre supremo diffonde nell’universo un flusso di onde di energia.

Il demiurgo e le sue onde di energia
Il demiurgo (Giano) dimora al centro dell’universo ed è un campo di forza di proporzioni immense costituito da energia spaziale atomica (materia oscura), contenente l’energia spazio-temporale non-atomica, l’energia temporale non-atomica e l’energia temporale concentrata non-atomica.
Il demiurgo diffonde nell’universo un flusso di onde di energia. Inoltre, nella materia oscura (etere) diffusa nell’universo è presente la luce nera, costituita da energia spaziale concentrata non-atomica.

Conoscenze relative all’aquila
Tutti gli esseri viventi, come la terra, sono racchiusi in bolle di proto-energia costituite dagli stessi filamenti delle emanazioni dell’aquila e i filamenti presenti nella bolla dell’uomo sono gli stessi di quelli presenti nella bolla della terra. E tutte le grandi fasce di emanazioni che attraversano la terra si ritrovano, in scala ridotta, nella composizione della bolla dell’uomo, e le sue emanazioni interne sono allineate con quelle esterne.

Conoscenze relative alla sorgente
Dalla sorgente (Nuith) proviene la luce connettiva, l’amore di Nuit che tutto abbraccia… essa è la consapevolezza continua dell’universo.

Conoscenze relative al dio padre supremo
All’inizio vi era solo lo spazio vuoto e al suo centro dimorava la materia concentrata, ed essa esplose e così nacque l’universo materiale, ma la materia concentrata era rivestita da un’energia (Azathoth) che rimase intatta, inattaccata dall’esplosione.

Conoscenze relative al demiurgo
Il demiurgo (Giano) è il creatore dell’universo fenomenico e pertanto possiamo concepirlo come il “grande tessitore dell’illusione della forma” (Maugan-Maya).


B) Il secondo passo preliminare: la conoscenza della terra
La Terra… quel meraviglioso essere che ci ospita.

Le grandi fasce della terra
La terra è attraversata da quarantotto grandi fasce di emanazioni che si conglobano attorno ad essa, formando un’enorme bolla di proto-energiaa a forma sferica. Una di queste grandi fasce di emanazioni – la grandissima fascia – produce bolle di proto-energia in relazione alla vita organica ed inorganica, altre sette producono bolle in rapporto alla vita inorganica e le rimanenti quaranta producono bolle in corrispondenza alla sola struttura.
La grandissima fascia di emanazioni è costituita da sei regni. Poi seguono sette fasce inorganiche e quaranta di sola forma, per un totale di cinquantatré dimensioni. È questa la concezione della ruota spaziale costituita da cinquantatré solchi che coesistono in quell’universo chiamato pianeta terra.

I regni della terra
Sei sono i regni della terra: il regno della prima attenzione, il regno della seconda attenzione, il regno della terza attenzione, il regno dell’attenzione zero, il regno della quarta attenzione e il regno della quinta attenzione.
Il regno della prima attenzione è costituito da materia spaziale. In questo regno troviamo venti piani, uno materiale, due sottili e diciassette energetici (disposti come gli strati di una cipolla).
Il regno della seconda attenzione è costituito da materia temporale che differisce dalla materia spaziale per natura (l’accezione del termine ‘temporale’ non deve venir confusa con la concezione temporale del nostro spazio). In questo regno troviamo diciassette piani, uno materiale, uno sottile e quindici energetici (disposti come gli strati di una cipolla).
Il regno della terza attenzione è costituito da materia spaziale e da materia temporale, combinate in modo tale che possano coesistere, poiché la materia temporale è più potente di quella spaziale. In questo regno troviamo una dimensione materiale.
Il regno dell’attenzione zero è costituito da materia temporale e si trova nelle profondità della dimensione materiale della terza attenzione. Questo regno è costituito da dodici mondi (sei si collocano in relazione all’elemento acqua e sei in relazione all’elemento fuoco) che si dividono, principalmente, in due dimensioni materiali.
Il regno della quarta attenzione è costituito da materia temporale, più potente rispetto la materia temporale della seconda attenzione. Questo regno è costituito da un’unica dimensione materiale.
Il regno della quinta attenzione è costituito da materia spazio-temporale. Questo regno è costituito da diciassette piani, uno materiale, uno sottile e quindici energetici (disposti come gli strati di una cipolla).
N.B. – La quinta attenzione è costituita da emanazioni di proto-energia, ma ad essa corrisponde un regno.

La vita nei solchi della terra
Le quarantotto grandi fasce – i cinquantatré solchi della ruota spaziale – producono contenitori colmi di emanazioni ma solo otto producono contenitori con consapevolezza.
Nel primo regno – un solco – della grandissima fascia, troviamo l’uomo (regno umano) e altre forme di vita organica (regno animale e vegetale) ed inorganica (regno minerale). In pratica, nel regno umano i terrestri possiedono una bolla di proto-energiaa forma di globo, sono coscienti e il loro punto di unione (il punto che regola la percezione) è collocato all’altezza del centro cardiaco; nel regno animale gli animali possiedono una bolla di proto-energia a forma di bozzolo, sono coscienti e il loro punto di unione è collocato all’altezza del centro ombelicale; nel regno vegetale le piante possiedono una bolla di proto-energia a forma di guscio, sono consapevoli e il loro punto di unione è collocato in basso, in relazione al centro genitale; nel regno minerale (inorganico) i minerali possiedono una bolla di proto-energia a forma di vaso, non sono consapevoli e non possiedono il punto di unione.
Nei cinque regni inorganici – cinque solchi – della grandissima fascia e nei sette regni inorganici – sette solchi – delle sette grandi fasce inorganiche, troviamo solo entità inorganiche che possiedono bolle di proto-energia a forma di ricettacolo, sono consapevoli e il loro punto di unione, che non possiede le caratteristiche peculiari di quello dell’uomo, è dislocato a seconda del tipo di entità.
Nei quaranta regni di sola forma – quaranta solchi – delle quaranta grandi fasce, troviamo solo configurazioni di energia inanimata chiamate recipienti (vasi), perché prive di consapevolezza.

La scienza dei mondi della terra
La grandissima fascia è costituita da tre dominii.
Il primo dominio è il regno della prima attenzione, costituito da un mondo.
Il secondo dominio è il regno dell’attenzione zero, costituito da dodici mondi; segue il regno della seconda attenzione, costituito da un mondo; segue il regno della terza attenzione, costituito da un mondo; segue il regno della quarta attenzione, costituito da un mondo.
Il terzo dominio è la quinta attenzione (le emanazioni dell’aquila), ma ad esso corrisponde un regno, costituito da un mondo.
Poi vi sono sette fasce inorganiche, costituite da un mondo per ciascuna fascia.
Infine vi sono quaranta fasce di sola forma, costituite da un mondo per ciascuna fascia.
In definitiva, in quell’universo chiamato terra, vi sono complessivamente sessantaquattro mondi.

Il grande agente magico universale
Il grande agente magico universale (Suthoth) è la forza in espansione, la luce bianca (G.A.M.U.) che si diffonde nell’universo. Essa determina, addensandosi sui pianeti, il piano fluidico che, a sua volta, emana un’irradiazione energetica (aura). Inoltre, la luce bianca genera sui pianeti un riflesso di se stessa, un riflesso privo di qualsiasi carica energetica.
Sul nostro pianeta il G.A.M.U. diviene il G.A.M.T. (grande agente magico terrestre) e il suo riflesso è costituito da immagini fantasmagoriche prive di carica energetica. Poi all’interno della terra troviamo il G.A.M.S.-T. (grande agente magico sub-terrestre) bianco composto da energia elettro-magnetica e il G.A.M.S.-T. nero composto da energia elettro-magnetica concentrata; entrambi, addensandosi, producono un’energia fluida.
Inoltre, sul nostro pianeta troviamo il G.A.M.T. luminoso – aoùr bianco – costituito da energia electrom che, addensandosi, produce un’energia fluida. Il suo riflesso è dato dalla corrente luminosa aoùr, una pressione priva di carica energetica.
Infine, sul nostro pianeta troviamo il G.A.M.T. oscuro – aoùr nero – costituito da energia electrom concentrata che, addensandosi, produce un’energia fluida. Il suo riflesso è dato dalla corrente oscura aoùr, una pressione priva di carica energetica.

I cinque serpenti e i sedici centri di forza
Nella terra vi sono cinque nuclei di forza: il serpente nero d’etere, il serpente bianco d’aria, il serpente rosso di fuoco, il serpente blu d’acqua e il serpente giallo di terra.
Sul nostro pianeta troviamo sedici centri di forza (otto principali e otto secondari) Gli otto centri di forza principali sono: il primo centro (nell’uomo è il centro cerebrale) si trova ove è situata la città di Madras (India); il secondo centro (nell’uomo è il centro occipitale) si trova ove è situata la città di Herat (Afghanistan); il terzo centro (nell’uomo è il centro frontale) si trova ove è situata la città di Sajn Shana (Mongolia); il quarto centro di forza (nell’uomo è il centro laringeo) si trova ove è situata la città del Cairo (Egitto); il quinto centro (nell’uomo è il centro cardiaco) si trova ove è situata una montagna sommersa dal mare, a circa cento miglia dalle coste della regione andina (Perù); il sesto centro (nell’uomo è il centro ombelicale) si trova ove è situata la città di Trieste (Italia); il settimo centro (nell’uomo è il centro genitale) si trova ove è situata la valle di Baten El Ghoul (Iraq); l’ottavo centro (nell’uomo è il centro coccigeo-sacrale) si trova ove è situata la città di San Quintin (California).

I ventiquattro meridiani e i settantadue punti di convergenza energetica
Sul nostro pianeta sono presenti ventiquattro meridiani (dodici positivi e dodici negativi) che si organizzano in duemilaquattrocento punti (milleduecento per parte).
Inoltre, sul nostro pianeta sono presenti settantadue punti di convergenza energetica che determinano un reticolo su cui scorre l’energia generativa (ching). Tale reticolo interagisce con il campo di forza elettro-magnetico della terra.

Le nove porte
Sappiamo che all’interno del nostro pianeta sono presenti nove dimensioni sottili – come la dimensione dell’abisso – che sono abitate da entità sottili. A queste dimensioni si accede per mezzo di nove porte dimensionali.
Una porta dimensionale – ottava porta – si colloca al centro e sette porte si dispongono alla circonferenza, ogni 15°, da est a sud. Quindi abbiamo la nona porta con sette settori che si dispongono alla circonferenza, ogni 15°, da ovest a nord.
In relazione alle prime otto porte troviamo otto dimensioni e le seguenti entità sottili: angelo-demone custode (Hastur), oppure uomo della terra (Adamo ed Eva); cioè la stella alchemica (per un certo numero di uomini), oppure la stella naturale (per la maggior parte degli uomini); demone costrittore (Yog-Sothoth); dio-pesce (Dogon), esso fu sostituito, il 21 marzo 1999, dall’uomo divino e dalla donna divina (Giano e Diana) e questi, a loro volta, furono sostituiti, il 22 dicembre 2012, dall’uomo-donna divini (Yutmah-Ixsar); dio occulto (Nuhram); signore oscuro (Cthulhu); uomo-dio (Nyarlathotep); dio supremo (Shub-Niggurath sub-terrestre); dio assoluto (Azathoth sub-terrestre), esso fu trasmutato, il 22 dicembre 2012, divenendo la dea assoluta (Nuith sub-terrestre).
In rapporto alla nona porta troviamo la nona dimensione – divisa in sette settori – e le seguenti entità sottili: larve, fantasmi, spettri, spiriti elementari (gnomi, ondine, silfi e silfidi, e salamandre), incubi e succube, demoni, cani della ragione.


C) Il terzo passo preliminare: la conoscenza dell’uomo
L’uomo possiede un corpo biologico (organico) ed un’anatomia sottile (inorganica).

Il corpo
Nel cranio dell’uomo è contenuto il cervello, l’organo base della nostra attività cerebrale conscia (pensiero). Grazie all’attività elettro-chimica del cervello la mente si affina e la consapevolezza si amplia. Inoltre, la scienza moderna ci dice che dal DNA (acido desossiribonucleico) deriva la struttura del corpo fisico.
Il DNA è una molecola complessa costituita da due filamenti connessi tra loro (spirale a doppia elica). Ogni individuo ha questi due filamenti in ciascuna molecola di DNA presente nel corpo. Tale configurazione rappresenta la base del codice genetico dell’uomo.

L’inconscio personale e l’inconscio collettivo
La parte posteriore del cervello, conosciuta come cervelletto, è il luogo dove si svolge la nostra attività cerebrale inconscia (immagini).
L’attività cerebrale inconscia si divide tra l’inconscio personale (inconscio superficiale) e l’inconscio collettivo (inconscio profondo). Il primo deriva da esperienze e acquisizioni personali e i suoi contenuti sono i “complessi a tonalità affettiva” che costituiscono ciò che viene definita “ombra”. Invece il secondo è innato ed è identico per tutti e i suoi contenuti sono gli “archetipi”.
L’inconscio collettivo è diviso in tre parti: il lato destro, il centro e il lato sinistro. Nel lato destro troviamo sette archetipi positivi, al centro troviamo un archetipo positivo e nel lato sinistro dieci archetipi negativi.

L’anima
L’uomo possiede un corpo fisico che è rivestito di un’energia sottile, il corpo fluidico (anima). Quest’ultimo irradia la propria energia fino a circa trenta centimetri dal corpo fisico, creando un campo di forza ovale (aura).

Lo spirito
All’interno del cervello dell’uomo risiede la coscienza (spirito) che è avvolta da un sottile involucro. Inoltre al centro della coscienza risiede la scintilla primordiale.
Nello stato di veglia la coscienza dell’individuo si trova nella ghiandola Pineale, mentre nello stato onirico si trasferisce nel mondo dei sogni. Nel primo caso la coscienza è offuscata dai veli dell’ego, mentre nel secondo caso è ottenebrata dal mondo dei sogni (in questo mondo la coscienza assume il corpo di sogno).

I cinque serpenti e i diciotto centri di forza
Nell’uomo sono presenti cinque nuclei di energia: il serpente rosso di fuoco, nella zona basale inferiore; il serpente nero d’etere, nella zona basale superiore; il serpente blu d’acqua, nella zona genitale inferiore; il serpente bianco d’aria, nella zona genitale superiore; il serpente giallo di terra, nella zona ombelicale.
Inoltre, nell’uomo sono presenti diciotto centri di forza: due superiori, otto principali e otto secondari.
I due centri superiori si collocano sopra la testa dell’uomo e sono collegati energeticamente con gli otto centri principali.
Gli otto centri principali sono: centro basale, genitale, ombelicale, cardiaco, laringeo, occipitale, frontale, coronale.
Gli otto centri secondari sono: centro dell’occhio destro e dell’occhio sinistro, della costola destra e della costola sinistra, della mano destra e della mano sinistra, del piede destro e del piede sinistro.

I ventiquattro meridiani e i settantadue punti di convergenza energetica
Nell’uomo sono presenti ventiquattro meridiani: dodici si trovano nella parte destra del corpo e dodici nella parte sinistra. Essi si organizzano in duemilaquattrocento punti (milleduecento per parte).
Inoltre, nell’uomo sono presenti settantadue punti di convergenza energetica che determinano un reticolo su cui scorre l’energia generativa (ching). Tale reticolo interagisce con il campo di forza elettro-magnetico dell’uomo.

I centri vitali: cinque nell’uomo e sei nella donna
Quando gli antichi sciamani del Messico esaminarono il corpo con il loro ‘occhio’ in grado di vedere, notarono la presenza di centinaia di vortici turbinanti di energia, simili ad un imbuto che ruota in senso antiorario. La loro capacità di vedere la proto-energia gli permise di vedere anche i centri vitali in cui scorre l’energia vitale, poiché quest’ultima è intimamente connessa alla bolla di proto-energia.
I vortici turbinanti sono costituiti da energia che scorre liberamente al loro interno o che è, invece, bloccata. Sei di questi – situati in determinate aree del corpo – sono così grandi che l’energia vitale non è mai bloccata, ma a volte è così scarsa che il centro ruota a malapena.
Il primo centro si trova intorno all’utero e alle ovaie; il secondo nella zona del fegato e della cistifellea; il terzo su pancreas e milza; il quarto su reni e ghiandole surrenali; il quinto sul punto incavo alla base del collo; il sesto sulla sommità del capo. Ovviamente, nel caso dell’uomo i centri sono cinque. Bisogna però rilevare che il quarto centro è duplice nella sua unità e pertanto possiamo dichiarare che sei sono i centri relativi all’uomo e sette quelli relativi alla donna.
L’osservazione degli antichi sciamani li portò alla seguente conclusione. Nell’uomo, i primi quattro centri (cinque nella donna) sono prettamente vortici di energia vitale; il quinto è relativo alla capacità decisionale (il “centro per le decisioni”) e il sesto alla possibilità di connettersi con l’intento dell’aquila. Quest’ultimo, per la sua capacità di connettersi, venne definito come il “centro per la connessione”.
L’attivazione dell’ultimo centro vitale comporta la stimolazione della sua controparte proto-energetica, la quale si connette con l’intento dell’aquila. Tale connessione rende, a livello fisico, gli occhi lucenti (gli occhi sono direttamente collegati alla “forza-volontà” dell’aquila), e questo scintillio attira il potere… potere che influisce sulla percezione dell’uomo.

La bolla di proto-energia e la consapevolezza B
L’uomo è inglobato in una bolla di proto-energia, in cui è inserita la consapevolezza B.
La bolla di proto-energia dell’uomo è costituita da quarantotto fasce di emanazioni, una di esse è la più importante: la grande fascia organica-inorganica. All’interno di tale fascia sono presenti sei regni (primo regno, secondo regno, terzo regno, regno zero, quarto regno, regno della quinta attenzione). Poi vi sono sette fasce inorganiche ed infine quaranta di sola struttura.
La bolla di proto-energia dell’uomo viene vista dai veggenti come un globo bianco con braccia laterali, molto più grande di un corpo umano, simile ad una sfera luminosa che si estende fino a circa un metro dal corpo fisico. Questa forma è costituita da miliardi di filamenti non accesi, una bolla che contiene un nucleo luminoso – consapevolezza B – che la fa sembrare brillante, ma che in realtà è opaca. Inoltre, su di essa sono presenti duemilaquattrocento punti di cui cinquantatré corrispondono a dimensioni intere.

Il punto di unione
Nella bolla di proto-energia dell’uomo è presente il punto di unione che regola la percezione.
Solo una piccola porzione della bolla di (globo opaco) è illuminata da un punto di intenso splendore – grande quanto una palla da tennis e circondato da un alone luminoso – situato all’interno della bolla, a fior di superficie e ad una cinquantina di centimetri dalla punta della scapola destra di ogni individuo. Su di esso convergono migliaia di filamenti accesi – provenienti dalle emanazioni dell’aquila – che, attraversandolo, lo rendono luminoso e che accendono i corrispettivi filamenti all’interno della bolla, fornendo così la percezione del mondo che conosciamo. Se il punto viene spostato in un’altra posizione, esso viene attraversato da un altro insieme di filamenti proto-energetici e fornisce così altre percezioni, diverse da quella della vita di tutti i giorni. Di conseguenza, tale punto ha la funzione di regolare la percezione dell’uomo e per tale motivo è conosciuto come “il punto dove si mette assieme la percezione”, il punto di unione.

I sei punti principali della bolla di proto-energia
Sulla bolla di proto-energia dell’uomo vi sono sei punti principali. Tali punti corrispondono a certe zone del corpo fisico. Essi sono chiamati: “intento” (“forza-volontà”), “volontà”, “forza”, “udire”, “percepire” (o impropriamente “sognare”) e “vedere”.
L’intento è collegato direttamente a tutti gli altri punti e corrisponde alla zona dell’ombelico. La forza corrisponde alla zona sotto l’ombelico e la volontà alla zona sopra l’ombelico. Tramite questi tre punti si esprime l’intento, un’energia emanata dalla regione ombelicale attraverso un’apertura (“breccia”) sulla bolla.
Il vedere consente di “vedere” la proto-energia e di entrare in contatto con esseri magici. Esso corrisponde alla zona del fianco destro.
Il percepire consente di “percepire” le emanazioni come una pressione e di accedere ai Regni esterni ed interni. Esso corrisponde alla zona del fianco sinistro.
L’udire consente di “udire” le fibre come un boato e di percepire la voce dell’intento. Esso corrisponde alla zona della punta dello sterno.


D) Il quarto passo preliminare: la conoscenza dell’arte
Il mago è il vero artista la cui arte è l’applicazione della magia e la magia è la vera scienza dell’uomo, essa è ripartita in tre arti.

Le tre arti
Allo scopo di ampliare la percezione dell’uomo sono state sviluppate tre arti: caccia, sogno e gioco.
L’arte dei cacciatori – agguato – è quella di fissare il punto di unione.
L’arte dei sognatori – sogno – è quella di muovere il punto di unione.
L’arte degli artisti – intento – è quella di muovere e fissare il punto di unione.

I tre tipi di nagual
Il nagual è il capo di un gruppo di persone (il seguito del nagual), inoltre è un individuo dotato di una straordinaria energia, infatti, gli uomini comuni hanno una bolla di proto-energia divisa in due parti, mentre il nagual ha una bolla divisa in tre sezioni (triforcuti), in quattro (quadriforcuti) e in tre-quattro (tri-quadriforcuti – una delle linee che dividono le sezioni della bolla non è ben definita).
I nagual quadriforcuti sono naturalmente inclini alla caccia e la loro arte è quella di cacciare (agguato).
I nagual triforcuti sono naturalmente inclini al sogno e la loro arte è quella di sognare.
I nagual tri-quadriforcuti sono naturalmente inclini al gioco e la loro arte è quella di giocare (intento).

Il campo di specializzazione delle tre figure
Le tre figure – cacciatori, sognatori, artisti – operano in specifici campi di specializzazione.
Il campo di specializzazione dei cacciatori è la prima e la quarta attenzione.
Il campo di specializzazione dei sognatori è la seconda attenzione, la terza attenzione e l’attenzione zero.
Il campo di specializzazione degli artisti è la prima e la quinta attenzione.

L’affinità tra le tre figure e i tre principali fatti energetici
Le tre figure – cacciatori, sognatori, artisti – sono affini ai tre principali fatti energetici.
I cacciatori sono affini al lato destro-luminoso dell’aquila. A loro viene attribuita la volontà, il lato luminoso del potere.
I sognatori sono affini al lato sinistro-oscuro dell’aquila. A loro viene attribuita la forza, il lato oscuro del potere.
Gli artisti sono affini all’aspetto centrale-attivo dell’aquila. A loro viene attribuito l’intento, l’aspetto attivo del potere.

L’arte di giocare
L’arte di giocare è focalizzare il proprio intento su qualsiasi cosa si voglia intendere ed intendere è volere (volere senza desiderare), è non-fare (fare senza fare), una determinazione silenziosa senza alcun pensiero. È questa l’arte di muovere e fissare il punto di unione sulla bolla di proto-energia.

Le cinque regole dell’arte di giocare
L’artista è in contatto con l’intento dell’aquila (controllo), la “forza-volontà”, inoltre egli interagisce con la gente (follia), i selvaggi-profani. L’intento dell’aquila, che lo guida, lo aiuterà soltanto se assumerà il giusto comportamento che si basa sull’applicazione di cinque regole comportamentali.
La prima regola dell’arte di giocare afferma che l’artista è continuamente sfidato dagli uomini (il consueto comportamento umano), ma che egli è libero di scegliere quale sfida accettare e quale non accettare.
La seconda regola dell’arte di giocare afferma che l’artista accetta una sfida solo se conosce il terreno su cui scontrarsi.
La terza regola dell’arte di giocare afferma che l’artista, quando accetta una sfida, deve avere un piano prestabilito ed essere pronto a battersi fino in fondo.
La quarta regola dell’arte di giocare afferma che l’artista, mentre combatte, deve essere rilassato e non deve avere paura.
La quinta regola dell’arte di giocare afferma che l’artista, nel caso dovesse trovarsi di fronte a situazioni che non riesce a controllare, deve ritirarsi, raccogliere le proprie forze e ritornare a combattere.
N.B. – L’artista, se applicherà queste cinque regole comportamentali, eserciterà la follia controllata, vale a dire il controllo sulla follia umana.

La padronanza dell’intento
La padronanza dell’intento si basa, essenzialmente, sul controllo del movimento e del fissaggio del proprio punto di unione: si comincia con un comando (intento) dato a se stessi e si sospende il dialogo interno (il non-fare del parlare a se stessi). Il comando si ripete (intento inflessibile), fino a quando diviene il comando dell’aquila… e il proprio punto di unione si muove e si fissa in una nuova posizione.
Per muovere – a proprio piacimento – il punto di unione sulla bolla di proto-energia bisogna seguire un preciso iter, chiamato il “cimento”. Una vita di impeccabilità (un uso adeguato della propria energia) porta alla forza interiore, cioè ad acquisire la sobrietà (una naturale inclinazione all’analisi e alla comprensione) che consente di controllare il proprio intento. Quest’ultimo porta al silenzio interiore e quindi all’energia interiore necessaria per muovere il punto di unione.
Per fissare il punto di unione sulla bolla di proto-energia bisogna sviluppare il “controllo”. L’intento inflessibile consente di fissare il punto di unione su una nuova posizione e ciò significa acquisire coesione e uniformità. La coesione è quella forza che tiene insieme l’energia in una determinata forma, mentre l’uniformità è la condivisione della stessa configurazione strutturale.

Il silenzio interiore
Il silenzio interiore è uno stato speciale della percezione umana in cui è assente il normale sistema cognitivo (pensiero-verbalizzazione). In questo stato si vive ad un livello diverso di consapevolezza: il corpo funziona normalmente, ma la consapevolezza diventa più acuta; le decisioni sono immediate perché nascono dalla conoscenza silenziosa (connessa alla conoscenza silenziosa dell’intento dell’aquila), quel livello della consapevolezza umana dove la conoscenza è automatica… ogni cosa è adesso.

Parlare con il cuore
L’artista ‘parla’ con il cuore alla consapevolezza dell’aquila e per ‘parlare’ si apre al sentire (situato nella zona cardiaca), una sensazione vaga ma familiare, una sensazione particolare del sapere… è sapere qualcosa senza il minimo dubbio.
In pratica, l’artista si apre al sentire: con la mente connessa al cuore entra nello stato del sentimento puro e, così, sperimenta il sentire, un dolce e intenso calore al centro del petto. In tal ambito, la consapevolezza profonda dell’artista è collegata alla consapevolezza dell’aquila… e l’intento dell’aquila gli genera uno stato di armonia pace e amore. A questo punto, l’artista ‘parla’ all’aquila, gli esprime il suo intendimento.

Intendere con gli occhi
L’artista ‘intende’ con gli occhi – collegati all’energia dell’aquila – per attirare il potere dell’aquila e per ‘intendere’ afferra con lo sguardo… un modo particolare di usare gli occhi.
In pratica, l’artista ruota gli occhi, accentuando la visione periferica, per connettersi con l’intento dell’aquila… e il brillio dei suoi occhi attira l’intento che si manifesta come potere.
N.B. – Per ‘intendere’ con gli occhi si deve attivare il più elevato centro vitale (situato sulla sommità del capo) che comporta la stimolazione della sua controparte proto-energetica, la quale si connette automaticamente con l’intento dell’aquila, connessione che rende gli occhi scintillanti.

L’edificio dei guerrieri e l’edificio degli artisti
L’aquila crea edifici e nell’edificio dell’aquila entrano diverse persone: uomini comuni e guerrieri. In pratica, l’intento dell’infinito crea una rappresentazione teatrale per porre i guerrieri di fronte al contrasto che si crea tra la follia della gente e il controllo dell’aquila. Subito la follia della gente ha il sopravvento sui guerrieri ma alla fine viene sconfitta dal lungimirante disegno dell’aquila. Ciò accade anche nell’edificio degli artisti ma con una differenza sostanziale: l’artista non interpreta una parte come l’attore sulla scena… l’artista vive profondamente quella parte, poiché il suo punto di unione si fissa nella posizione corrispondente allo stato d’animo che deve essere evocato.

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